Creatività e Grafica in Italiano

Su CG Italia si parla di creatività, tecnologia, arte, intrattenimento, educazione con particolare riferimento a: cinema, animazione, grafica e computer grafica, videogiochi, comunicazione visiva.

Come si fa un corto animato di successo?

Ritratto di Massimo Curatella
Tra le tante domande che mi pongo in maniera ricorrente ce n’è una che continua a tormentarmi ormai da anni: come si fa un cortometraggio di animazione 3d che abbia successo? Un piccolo aiuto motivazionale. Ho visto molti amici provarci. Molti hanno desistito. Alcuni stanno ancora provando. Li ammiro e allo stesso tempo provo una profonda frustrazione per non aver visto ancora i frutti di tanti sacrifici. Siccome, sistematicamente, incontro persone che sognano di realizzare un corto 3d nella speranza di lanciarsi nel fantasmagorico mondo del cinema ho pensato di condividere pensieri e scoperte in un **diario pubblico** piuttosto che rimanere nel mio cubicolo a rodermi il fegato. La mia passione summa è quella dei meccanismi. Conoscere come funzionano le cose. Se poi tali marchingegni hanno a che fare con i processi creativi ed con quelli connessi ad immaginazione e fantasia: mi si accendono tutte le lucette. Ecco perchè mi pare interessante andare più a fondo e capire il perchè di tanti aspiranti registi, animatori e produttori e il perchè di tante inesorabili frustrazioni. Essendo il cinema un argomento così vasto, nonostante saremo costretti ad esplorarlo in lungo e largo, mi pare saggio dichiarare obbiettivi concreti e circoscritti per poter meglio digerire una missione così ambiziosa. Vorrei investigare il processo di produzione di un cortometraggio animato al computer che abbia successo di pubblico. Ecco. Pare così facile! Da dove cominciamo? Mi pare interessante usare subito la nostra missione e cominciare ad estrarre le parole chiave. Per esempio, direi di essere stimolato dalla parte che recita: "investigare il processo di produzione di un cortometraggio". Posso già reputarmi sistemato per svariate decine di ore senza neanche toccare la tecnologia ed il risultato finale. Mi pare buono il principio di spezzare i problemi in questioni minori da risolvere isolatamente. No? Così ragionando sembrerebbe si possano identificare diverse aree del macroproblema, che sono:
  • investigare
  • processo di produzione
  • cortometraggio
  • animazione al computer
  • successo di pubblico
Ora non so quanto sia utile tale separazione e soprattutto quanto sia dissacrante. Ma essendo genuinamente ignorante ma fiducioso nella logica mi sento rassicurato da oggetti “sconosciuti” più gestibili nelle loro minori entità piuttosto che aggredire una grossa scatola nera, imponente e spaventosa. Qui sotto puoi scrivere i tuoi commenti. Mi farebbe piacere sapere se ti senti uno di quelli che cito nell'articolo e sopratutto sarebbe importante far conoscere la tua esperienza, positiva o negativa, nella realizzazione di un corto 3d.