L’Era Glaciale, il Disgelo: recensione del nuovo film d’animazione 3D di Blue Sky Studios

L’Era Glaciale 2: Il Disgelo. Scrat difende la ghianda dai piranha. Copyright (c) 2006 Twentieh Century Fox Film. Credit: Blue Sky Studios
Nell’ora e mezza di pellicola espressamente dedicata ai bambini dai 2 ai 102 anni il gruppo di animali preistorici formatosi durante il primo capitolo de “L’Era Glaciale” affronta l’imminente scioglimento dei ghiacci perenni guidando la comunità di abitanti della vallata verso la salvezza rappresentata da un’enorme tronco che fungerà da novella arca di Noè.
L’improbabile comitiva preistorica è composta dal mammut Manny, la tigre dai denti a sciabola Diego, Sid il bradipo e, suo malgrado, Scrat il ratto preistorico.
I nostri fronteggeranno paure naturali e fobie psicologiche (la tigre terrorizzata dell’acqua verrà chiamata ad un rischioso confronto), il bradipo appiccicoso ed esuberante verrà apprezzato per le sue doti di collante sociale, il mammut depresso per il rischio di vedersi estinto in quanto ultimo della sua specie riscoprirà la gioia di vivere solo dopo una lunga e delicata ricerca.
Divertimento (quasi) spensierato
E’ stato bello vedere il cinema pieno di bambini piccoli con i genitori e soprattutto vederlo pieno; l’ora e mezza di proiezione è volata.
Il film mi ha divertito per le battute e, soprattutto, per le scenette di Scrat. Le peripezie di questo antenato dei comuni ratti moderni sono tra le più divertenti mai scritte e girate in un film d’animazione. Ho visto dei bambini seguire le sue fatiche spericolate saltando in piedi (nel cinema!) e agitando le braccia e tifare rumorosamente per il malcapitato roditore preistorico che sistematicamente vede negarsi il piacere della ghianda.
Quando Scrat si confronta con un branco di piranha sembra quasi avere la peggio. Fin quando uno dei pesci minaccia l’incolumità del suo tessssoro azzannandolo, è allora che Scrat dà il meglio di sé, tramutandosi in pericolosissimo karateka che fa il verso al Bruce Lee più in forma, e al più micidiale Neo di Matrix, stendendo con mosse mortali l’intero gruppo di famelici pesci.
Il crescendo delle prestazioni logico-ginniche del nostro sorcio, antenato affettivo di Willy il Coyote, culminano in un capolavoro di ambientazione nel paradiso dei roditori. Un enorme cancello dorato recante l’emblema della ghianda promettente l’accesso ad una fantastica ghianda gigante e luccicante. E’ inutile sperare il compimento di tale sogno, ma questo lo scoprirete solo alla fine del film.
Le gag di Scrat meritano uno spazio a se stante. Se gli autori e i produttori avessero il fiuto giusto per tante piccole ghiande da sparare in pillole potrebbero creare una serie animata tra le più divertenti. A ME MI fa impazzire.
Gli opossum sono divertentissimi. Si uniranno alla comitiva itinerante per rallegrarla con scherzetti e piroette. Non stanno mai fermi sullo schermo e ti fanno venire voglia di saltare e rotolarti nell’erba. Magistrali un paio di scenette dove uno dei due prima fa il segno di “ti tengo sott’occhio” a Manny il Mammut, portandosi le dita indice e medio agli occhi e guardandolo di sottecchi. Poi fa il segno di “pace e amore”, battendosi il pugno sul petto stile rapper nero. Mondiale!
Mi ha colpito molto (come se fosse una novità) leggere nei titoli di coda (che non legge praticamente nessuno, voi rimanete fino all’ultimo?) che circa venti persone abbiano lavorato alla sola storia. E si vede..
Ritmi alternati dalla comicità dilagante all’azione mozzafiato. Non c’è un attimo di stanca. Ogni battuta, ogni situazione sembra essere calibrata con grandissima cura sullo svolgersi della narrazione, sul caratterizzare i personaggi e soprattutto sul provocare l’immancabile e tuonante risata del pubblico: dal bambino di non più di 3 / 4 anni che mi sedeva a fianco, alla mamma ben più adulta.
E’ un film che fa ridere e che diverte. Piace sicuramente agli amanti del genere perché svolge egregiamente il compito atteso: intrattiene per un’ora e mezza di spensierato divertimento ed avventura in un mondo fantastico ricco di personaggi simpatici ed amabili.


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26 April 2006 alle 10:07 pm
Ho avuto la fortuna di vederlo appena uscito, e devo dire che questo film surclassa tutti gli altri film in CGI usciti.
Perchè?
Perchè come per il primo film c’è una storia incredibile dietro, con un ritmo, un montaggio serrato, una struttura degna del miglior film tradizionale, con un ammiccare ai classici warner di chuck jones, con un ritmo di battute e situazioni che ricordano il meglio di bugs bunny e duffy duck dei bei tempi.
Funziona benissimo sia a livello bambino che adulto, ben calibrato e studiato è un prodotto eccezionale.
L’animazione è di altissimo livello, qualità ottima combinata con uno stile diverso dal solito.
Anche se il realismo è presente fin dal primo film, non era l’obbiettivo principale, infatti i designer hanno scelto questo stile particolare, dove le forme si alternano tra il morbido e lo squadrato, basta vedere come si spacca il ghiaccio, le rocce, le forme del terreno o le stesse zanne di manny e compagna, che sono morbine, ma non perfettamente curve.
Il tutto dona al cartone uno stile molto particolare e unico.
da vedere assolutamente e se avete dei figli, non mancate di far vedere loro questo Capolavoro assoluto!
27 April 2006 alle 8:36 am
Ottimo lavoro Max!
Condivido il tuo entusiasmo sulla spassositá del film e naturalmente sull’alta qualitá dell’animazione e degli aspetti tecnici.
Rimango della mia opinone sulla storia.
Sono andato a vedere il film alle quattro del pomeriggio. Non credevo che in tutta la Spagna avessero procreato tanti bambini. Probabilmente li tenevano nascosti per l’occasione. Ê stato molto bello: si divertivano da matti e io non meno. Se peró un film é soprattutto un mezzo di intrattenimento (brutta parola “mezzo”, ma non mi viene in mente altro), lo è “soprattutto” e non “esclusivamente”. In questo senso Ice Age 2 è povero come film-nel-senso-piú-completo.
Sintetizzando quello che dicevo su Renderglobal, la storia pare sempre al servizio di qualcosa (gag, situazioni, personaggi), quando in realtá dovrebbe essere esattamente il contrario.
27 April 2006 alle 11:46 am
Ciao Aldo,
beh il discorso della storia può valere ma fino ad un certo punto, lo scopo della storai di questo film è divertire (dopo tutto il cinema è nato cento e passa anni fa come entertaintment non come mezzo espressivo), e mi sembra che abbia raggiunto lo scopo, come anche tu confermi.
La storia c’è, semplice e chiara, come nei vecchi cartoni warner, ben supportata dalle gag, o viceversa.
Per il cinema tradizionael io non sopporto i film tutti effetti e niente storia, e in quello sono perfettamente d’accordo con te, in questo caso la storia, pur essendo molto semplice, c’è, dopotutto se andiamo a vedere anche il primo capitolo, la storia era molto molto più semplice di questa.
Penso che la blue sky abbia fatto una scelta di tenere semplice la storia e strutturare bene le situazioni e le gag per avere un margine maggiore di pubblico, dal più piccolo al più grande.
27 April 2006 alle 11:50 am
Aldo concordo a pieno il tuo giudizio. Partendo dal presupposto che un film completamente godibile, ho notato due o tre scene che sono poesia di regia e per quanto riguarda altri aspetti tecnici come miglioramento del motore di render, shader (la simulazione delle pellicce e’ straordinaria, sopratutto quando si bagna nella scena dell’inondazione) ed ancora l’illuminazione che per quanto siano scenari poco complessi (trattandosi di ambienti all’aperto) è resa perfettamente nonostante ci sia “l’incasinamento” dovuto ai riflessi dei ghiacci.
Lo stile è “comune” non trovo molta genialità nella caratterizzazione dei personaggi…per carità belli ma nulla di nuovo o di non già visto. le ambientazioni sono le trasposizioni 3d degli scenari dei vecchi cartoons di willy & coyote ed i personaggi stessi sembrano bozze di storyboard di sicuro impatto ma non complessissimi.
Ottimo lavoro invece per quanto riguarda le masse muscolari in movimento, non conosco che genere di software abbiano utilizzato per questo lavoro ma sicuramente hanno un usato delle “plugin” scritte ad hoc per lo slittamento della pelliccia sui muscoli in movimento.
….MA…….
Purtroppo la storia l’ho vista anch’io molto debole e gli unici momenti incalzanti continuano ad essere cosi come nel primo episodio le gag di scrat lo scoiattolo ancestrale e qualcosa tipo….”I believe i can fly….”
(per altro ripreso già dal film hot shots! dove c’era uno dei personaggi che sparato in aria gridava posso volare…)
Cmq sia…
Tornando alla storia, la storia per quanto mi riguarda non c’è!
Io sono uno di quelli che ha bocciato Nemo nonostante sia strabiliante dal punto di vista visivo…ma che ha gridato al miracolo con gl’incredibili, che ritengo “L’UNICO” film in cg mai realizzato.
Il resto sono stati sempre plot lineari con avvenimenti che sviluppano la trama…
Per come vedo io il film (ma questo è un mio giudizio personale) la trama deve essere il filo conduttore del racconto e non la gag o l’avvenimento.
Ritengo che l’era glaciale potrebbe fare molta più fortuna se uscisse in tv con i soli episodi di scrat che sono davvero esilaranti.
RIPETO ANCHE NELLA COSTRUZIONE DI QUESTI si rivedono le sfighe di quel povero Coyote…
Quindi come giudizio finale mi permetto di dire che è l’ennesimo avanzamento della CG tecnica, ma ancora il fallimento del film.
p.s. premetto che il genere dei film sui superereoi non è il mio genere preferito, ma negl’incredibili si vive tutto l’approfondimento della personalità dei personaggi (ricordate la scena del litigio in casa tra moglie e marito?) che diventa parte unica attiva/passiva nel racconto…ovvero la psicologia del personaggio sviluppa la storia…e non’e’ la storia che sbatte contro la psicologia del personaggio (vedi diego che ha paura dell’acqua)…
ora vi saluto sul serio!
Ciao a tutti.
28 April 2006 alle 7:11 am
A me il film è piaciuto parecchio e non solo per la sua realizzazione. E’ un film in CG ben fatto , onesto, che mantiene le aspettative , cioè fa veramente ridere e divertire grandi e piccini. e non è poco. Il design dei personaggi , pur ispirato al design Warner Bros, è azzeccatissimo – e- hey c’è già stato ICE AGE , e nessuno sembra essersi lamentato di questa “eredità” da Warner -Chuck Jones ? Io lo ritengo un punto di forza del film, più che un difetto.
La storia è pensata per divertire. Non è nè profonda nè innovativa, ma le gag fanno ridere. Non è una storia pensata per far riflettere troppo, com’è giusto che accada in un film per bambini.Di certo i problemi familiari di un Gli Incredibili sono più significativi, si racconta una storia non solo fatta per le gag, e quindi migliore, ma questa complessità non è SEMPRE necessaria.
L’animazione è migliorata parecchio dal vecchio ICE AGE, la resa in CG pure.
E come tutti mi aspetto di vedere nuove cose di Scrat prima o poi!
2 May 2006 alle 3:54 pm
Un’altra recensione su Hideout:
http://www.hideout.it/index.php3?page=notizia&id=1937
12 August 2006 alle 11:45 am
molto interessante l’articolo, l’ho letto con piacere.
p.s.: scrat non è un ‘ratto’, è uno scoiattolo