L’Era Glaciale, il Disgelo: recensione del nuovo film d’animazione 3D di Blue Sky Studios. Pag.2

L’Era Glaciale 2: Il Disgelo. Manny il mammut con Tony Veloce, la tartaruga Copyright (c) 2006 Twentieh Century Fox Film. Credit: Blue Sky Studios
LA TECNICA: COMPUTER GRAFICA 3D AL TOP E ANIMAZIONE DIGITALE DI QUALITA’
Amo l’animazione digitale e la computer grafica 3D, ho dedicato molti anni della mia vita non solo a godere delle bellezze sinteticamente riprodotte ma a studiarne i meccanismi e la tecnica. Tra le cose ammirate con timore reverenziale, molto vicino allo spirituale, da parte di tecno-creativi della grafica digitale come me,ci sono quei fenomeni naturali che si distinguono per complessità e fascino: l’acqua, il ghiaccio, l’erba, la vegetazione, le distese sconfinate.
Sono alcuni tra gli elementi più difficili da riprodurre in maniera convincente sia che si aspiri all’iperrealismo sia che si aneli ad una rappresentazione artistica. L’acqua è informe, riflette e rifrange con colori cangianti ed in maniera disomogenea, si divide in miriadi di spruzzi e gocce, si perturba in moti ondosi dalle infinite ripercussioni geometriche.
L’Era Glaciale 2, è stato un orgasmo visivo. Vedere i personaggi tuffarsi in pozze ghiacciate, nuotare sulla superficie estesa del lago o ammirare la cascata originante dalla cima dell’altissimo picco a strapiombo è stato a dir poco emozionante. L’occhio del tecnico che si sofferma a valutare le singole particelle blobbose che compongono il vitale liquido non ha che da estasiarsi. Tutto sembra rispecchiare alla perfezione l’acqua che conosciamo in natura. Schizzi che si librano in maniera realistica. Spruzzi e ondicelle che assecondano il pestare delle zampe nelle pozze. Onde frastagliate molto più simili a quelle che si trovano in alto mare laddove la valle allagata fosse più profonda.
Insomma ragazzi: ho visto l’acqua.
Tale maestria è stata amorevolmente applicata nella riproduzione del ghiaccio: mai banale. Liscio ed esteso ma mai scontato. Sempre interessante. Una screpolatura, uno spigolo addolcito, la leggera traslucenza azzurrina. Faceva quasi freddo. Lo stesso dicasi per le fratture e le frane di costoni. Difficilmente lo spettatore pensa di essere in un cartone animato.
Lo sfondarsi dell’argine della diga ha visto un’enorme parete di massiccio ghiaccio perenne esplodere verso l’interno della valle per lasciare il passaggio ad un gigantesco muro d’acqua.
E’ qui che ho assistito alla riproduzione digitale di un fenomeno dinamico dell’acqua che mai credo sia stato tentato prima. Quando grandi masse d’acque vengono liberate in velocità, come ad esplodere, si formano (se li guardi bene al rallentatore) degli spruzzi molto caratteristici; come se localmente, sul fronte d’acqua, ci fossero tante piccole esplosioni. E’ proprio questo fenomeno che ha contribuito a rendere realistica l’inondazione della valle preistorica da parte dell’oceanica massa d’acqua ghiacciata.
Grande brivido.
Continua: L’Era Glaciale 2 – Tecnica e Computer Grafica, peli, capelli e rendering 3D


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