Game Design: progettare videogiochi con Daniele Azara, Game Designer. Pag.5

Il Rosso e il Nero: livello “Pontevecchio”. Con questo gioco si è tentato di introdurre dinamiche “altre” rispetto a quelle comunemente presenti negli FPS multiplayer. In questo livello, ad esempio, l’obiettivo di missione era una Dominazione a tempo, allora non comune in questo genere di giochi.
Perso tra corsi all’università, riorganizzazione della mia attività e la voglia di rientrare in produzione, fondo una mia società, con l’intento di creare un prodotto shock per il mercato italiano, con una storia italiana e dalla potente capacità evocativa. Nasce così Il Rosso e il Nero, sparatutto in prima persona (FPS) a metà tra un prodotto realistico e un arcade ambientato nel controverso contesto della guerra civile italiana. Malgrado il mancato supporto necessario, il gioco fa parlare di se e mi permette di tornare ai miei progetti divulgativi tramite la realizzazione di una struttura volta all’insegnamento delle fasi produttive in un videogioco.
Affascinante, ho conosciuto queste realtà e mi sono sempre chiesto chi ci fosse dietro. E’ veramente emozionante sapere a distanza di anni che fosse opera tua.
AZARA – Dopo un brevissimo periodo, tuttavia, prendo una nuova strada divorziando dalle realtà che avevo contribuito a creare e decido di fondare una mia struttura produttiva, forse più rappresentativa delle mie intenzioni, secondo un disegno che si concretizza sempre più nelle mie ambizioni: trovare un punto di convergenza dell’intrattenimento.
Adesso mi è finalmente chiaro del perché ci ritroviamo qui su CG Italia e perché mi sembra così naturale che tu possa trovare una giusta espressione di queste tue ambizioni. Com’è andata a finire? Nel senso, come sei giunto ad oggi e cosa fai?
Ho scritto trasmissioni televisive, format, pubblicità e sceneggiature; ho partecipato come supervisore agli effetti visivi per due film e mi sono occupato di produzione esecutiva in ambito videoludico e televisivo / cinematografico, ho studiato per diventare VFX producer. Ho partecipato a progetti in CGI come designer e art director; ho scritto nuovi Game Concept e Design per videogiochi di nuova generazione; ho continuato a partecipare ad eventi divulgativi in ambito universitario.

Soprattutto ho concretizzato le mie visioni in Spark Digital Entertainment, uno studio che raccoglie le potenzialità delle nuove tecnologie in un concetto ampio e agile, dove la creatività sposa la produzione e che mi sforzo giorno dopo giorno di trasformare in un primo passo verso un’industria dell’intrattenimento tutta Italiana, che parta da basi di tipo finanziario e di conoscenza del mercato.
Tra le nuove materie in costante sviluppo ce n’è una che per me ne è la regina, summa del potenziale creativo del passato che si unisce a nuove forme di pensiero del futuro. Si chiama Game Design, un ambiente sconosciuto in un paese che fa fatica a comprendere anche solo metà della parola, la seconda. Eppure il Game Design riassume concetti distanti tra loro e li trasforma in operatività, tecnologia, ma soprattutto – da amante dei giochi di ruolo quale sono – in emozioni. Esso è il punto di contrazione tra un passato – dai contenuti sicuramente più corposi e ampi – e un futuro che permette e promette di trovare sempre nuove strade di trasmissione di quello che gli esseri umani necessitano scambiare tra di loro. Il mondo oggi sembra più vuoto e asciutto di prima.
Giocare a cambiarlo è forse l’unico modo per farlo davvero.
Caro Daniele, l’aspettativa ormai è alle stelle. E questo ci piace. Grazie per la tua avvincente biografia. Invito tutti alla lettura del tuo primo articolo che vedrà la luce su queste pagine elettroniche. A presto con Daniele Azara ed il Game Design su CG Italia.


